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reggio calabria

Straordinaria serata all’Accademia – Matteo Paviglianiti – 60 anni dalla morte

20161111_191815Memoria, tradizione, poesia… un suggestivo viaggio nella Reggio di fine ‘800/inizi ‘900 alla scoperta di un poeta, un uomo dal grande animo, umile e modesto, Matteo Paviglianiti, del quale oggi vogliamo cogliere la preziosa eredità, giunta sino a noi sottoforma di versi. All’Accademia del Tempo Libero di Reggio Calabria si è svolto l’incontro organizzato da Salvatore Marrari, nipote del compianto Don Matteo, e dall’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria, rappresentata per l’occasione dal Presidente del Consiglio Demetrio Delfino, attento rappresentante istituzionale con una sensibilità particolare nei confronti delle nostre tradizioni, della nostra cultura, dei nostri antenati e con una sorprendente e apprezzata vena artistica, espressa nella stessa serata alla folta platea. E’ la presidente Silvana Velonà a dare il primo saluto e a presentare gli ospiti che, con Marrari e Delfino, hanno dato il proprio apporto alla serata.  “Oggi commemoriamo un nostro concittadino – sono le parole della Presidente Velonà – un uomo semplice, un barbiere col grande talento della scrittura e dal forte senso di appartenenza. Grande amico di Nicola Giunta, uniti dalle medesime passioni, si sentiva cittadino di questa città fin nel midollo. Paviglianiti ci lascia un’eredità straordinaria che oggi noi raccogliamo per custodirla sempre”. Il ricordo della vita di Paviglianiti è affidato a Salvatore Marrari che attraverso i versi del poeta e i ricordi tramandati di padre in figlio racconta la storia apparentemente semplice dello zio, ma pregna di sostanza, di cultura popolare, di impegno politico, di valori e sentimenti d’altri tempi ormai estinti.  Marrari ne ripercorre la vita con aneddoti divertenti, talvolta drammatici, tratteggiando la personalità di Paviglianiti, la sua amicizia con Andrea Giunta in una splendida Reggio, offrendo ideali immagini di una favolosa città in bianco e nero, trasportando il pubblico dal Rione Ferrovieri (dove il poeta ebbe i natali) al Corso Garibaldi, dai tavolini del bar Margherita, alla panchina circolare sotto una palma della Villa Comunale, sino a giungere a piazza Camagna, dove Paviglianiti e Giunta incontravano il lustrascarpe. Ci parla della formazione politica Marrari: otto amici che appresero il socialismo dall’Inghilterra e che si riunivano nell’allora chiamata la piazzetta, per noi comunemente Piazza Italia, all’interno della Birreria, e li fondarono la cooperativa “La Vittoria” successivamente Cooperativa Vittorio Veneto. E poi i racconti di famiglia, di amicizia, l’amore impossibile della sua giovinezza, mai dimenticato e mai tradito nel corso dell’intera vita, sino alla morte. Prezioso l’apporto della Dottoressa Rosammaria Puzzanghera attraverso la sua analisi letteraria, che si dice “Innamorata del poeta per i suoi versi e per lo spirito etico e il messaggio d’amore che Paviglianiti esplicita nelle sue liriche”. Un momento forte e pregno di suggestione, per l’attualità del tema e la drammaticità dei fatti, quello della lettura di “28 dicembri 1908”, unica opera in versi sul terremoto, complice la magistrale interpretazione di Marinella Rodà, che suscita forti emozioni alla platea. Maria Ielo e Mirella Filocamo strappano sorrisi con un’interpretazione “d’epoca”, “Tra Cummari”. Delfino, dopo aver portato i saluti dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco Falcomatà ringrazia per l’organizzazione dell’iniziativa, fortemente voluta dall’Amministrazione stessa, e traccia la vita del poeta dal punto di vista storico e politico dell’epoca, “Il poeta e il socialismo a Reggio dall’inizio del 900”. “Siamo convinti che molti personaggi storici della nostra città siano stati poco valorizzati, talvolta ignorati, rispetto alla considerazione che andrebbe loro attribuita – afferma il Presidente Delfino – a Salvatore il merito di aver portato a galla nome e opere di Matteo Paviglianiti, poeta straordinario, nato il 1 maggio, data significativa, poi divenuto socialista. Mi piace immaginarlo nel suo salone da barbiere che, tra una rasatura e l’altra diffonde le sue idee politiche”. Anche il Presidente del Consiglio resta fortemente toccato dalla passionalità delle liriche di Paviglianiti, preziosa espressione di cultura popolare dalla potente forza emotiva, tanto da restarne ispirato e rivelare alla platea la propria personale vena artistica attraverso la lettura di una pregevole poesia vernacolare dedicata al poeta.  Ed ecco l’iniziativa, introdotta da Delfino, esplicata dal professor Giuseppe Cantarella, Presidente della Commissione Toponomastica: procedere all’intitolazione di alcune vie senza nome ai nostri poeti dialettali, individuando la zona sud come destinataria di questo grande, importante e laborioso progetto “il tutto nel rispetto delle esigenze dei cittadini perché vengano limitati i disagi che una razionalizzazione delle vie, innegabilmente, comporta”, come egli stesso ha spiegato. Dunque si conclude una splendida serata con l’annuncio della presidente Velonà, vulcano di idee sempre realizzate, che verranno avviate due iniziative in perfetta sintonia con l’evento e con l’esigenza di conservazione delle nostre tradizioni affiancandosi al corso di grecanico, che attualmente si sta svolgendo: il corso di strumenti musicali popolari e il corso dialettale per mantenere sempre ben ferme le nostre radici tramandandole di generazione in generazione. “Amore, carità, perdono, furono la mia fede”, le parole incise sulla tomba di Paviglianiti che poco prima di morire lasciò scritte su un bigliettino poi deposto, come ultima volontà, sul suo comodino.

Elezioni alle porte. L’Accademia ospita i candidati alla carica di Sindaco.

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Tributi, trasporti, turismo. Questi alcuni dei punti affrontati dai candidati alla carica di sindaco della città di Reggio Calabria nel corso dell’incontro organizzato dall’Accademia dl Tempo Libero, che si è tenuto presso l’auditorium Zanotti Bianco.

Cinque i candidati che hanno scelto di presentarsi alla platea con le proprie idee e le proprie soluzioni: Lucio Dattola, candidato per il centrodestra; Giuseppe Falcomatà per il centrosinistra; Stefano Morabito candidato di “Un’altra Reggio”; Giuseppe Musarella di “Coalizione reggina” e Giuseppe Siclari del Partito comunista dei lavoratori.

L’incontro è stato moderato dalla giornalista Federica Morabito.

I lavori hanno avuto inizio dopo il rituale saluto della Presidente del sodalizio Silvana Velonà.

La platea ha avuto la possibilità di conoscere il punto di vista di ognuno dei cinque candidati attraverso le domande di Celeste Giovannini che, in qualità di vicepresidente dell’Accademia, ha interpretato i quesiti e le preoccupazioni dei soci.

Così i candidati hanno affrontato i temi più scottanti di questa dura campagna elettorale quali i tributi, la carenza dei trasporti, lo smaltimento rifiuti, Reggio città turistica, Reggio città Metropolitana, etc.

L’Accademia ha voluto così fornire a tutti gli intervenuti gli strumenti per esprimere un voto quanto più possibile consapevole in vista di un appuntamento importantissimo quale quello del prossimo 26 ottobre, che vedrà i reggini di nuovo alle urne per scegliere i propri rappresentanti in Consiglio Comunale e determinare chi sarà il prossimo Sindaco di Reggio Calabria.

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L’autore e l’opera: Il giudice meschino di Mimmo Gangemi

Photo Lucio Tripodi

Photo Lucio Tripodi

Grande successo per l’appuntamento culturale dell’“Accademia del Tempo Libero”  che ha visto come ospite Mimmo Gangemi, autore de “Il giudice meschino” e “Il patto del giudice”, e la sua cronaca della società calabrese raccontata attraverso le indagini del magistrato Alberto Lenzi. L’autore e l’opera al centro di un incontro organizzato dal settore cultura del sodalizio, coordinato dalla professoressa Mimma Gurnari. Uno spazio ricco nel quale l’autore ha parlato di se stesso e delle sue opere e, intervistato dalla giornalista Federica Morabito, ha affrontato argomenti molto delicati quali ndrangheta, magistratura, rifiuti tossici.

Una serata a tema introdotta da Nino Pizzimenti che, accompagnato alla chitarra da Nino Pavone e alla fisarmonica da Adolfo Zagari, ha creato l’atmosfera adatta alle argomentazioni da trattare.

Premiati i vincitori progetto -concorso “Libro al centro”, organizzato dall Uciim, sezione di Reggio Calabria, giunto alla sua IV edizione, relativamente alla fascia di età 15/16 anni. Obiettivo del concorso: promuovere la conoscenza della letteratura calabrese nelle scuole secondarie di secondo grado, in particolare sostenendo la lettura di autori contemporanei; nella scelta dei testi, che quest’anno è ricaduta su “Il patto del giudice” di Gangemi, l’Uciim si ispira ai principi fondanti dell’associazione, cioè conservare i valori della “calabresità” connessi alla persona.

Per la sezione “recensione cartacea” ha vinto il primo premio Fabiana Suraci, III B, Istituto “Preti –Frangipane”; per la sezione “recensione multimediale” è stato premiato gruppo classe, III C, liceo scientifico Leonardo da Vinci; menzione d’onore a Cristina Maria Lo Faro, della III F dello stesso liceo. Nel corso dell’incontro è stato proiettato un riassunto del romanzo “Il giudice meschino” utilizzando le immagini montate dall’ingegnere Maurizio Bascià, tratte dall’omonima miniserie, andata in onda su Rai Uno nelle scorse settimane.

Piacevole intermezzo musicale eseguito dal giovane talento Giovanni Meduri, allievo della II M, del liceo scientifico che, al pianoforte, ha eseguito due brani classici.

L’incontro si è concluso con le domande all’autore e gli interventi del gruppo di lettura dell’Accademia.

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Bronzi di Riace – Bentornati a Casa

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Passato presente e futuro racchiusi in un unico incontro che ha avuto come minimo comun denominatore Reggio Calabria e i suoi tesori. Patrimonio culturale, paesaggistico, storico, archeologico; potenzialità e prospettive turistiche ed economiche, sono alcuni degli argomenti che sono scaturiti dall’incontro “Bronzi di Riace, bentornati a casa”, organizzato dall’Accademia del Tempo Libero di Reggio Calabria.

Gli autorevoli relatori: Giacomo Oliva, Funzionario Soprintendenza BBAA della Calabria; Vittorio Caminiti, Consigliere nazionale Federalberghi; Francesco Arillotta, Storico; hanno offerto alla platea un quadro a 360° sulle problematiche e sui punti di forza della nostra città, avendo come punto di partenza il ritorno a Palazzo Piacentini delle due statue bronzee, tesori di inestimabile valore.

Purtroppo assenti Cosimo Giorgio Schepis, che ha curato il restauro delle statue, a causa di un’influenza, e Domenico Siclari, Docente Università per Stranieri di Reggio Calabria, colpito da un gravissimo lutto, che avrebbe dato un sostanziale apporto al convegno con una relazione molto attesa, trattando temi di grande interesse giuridico e sociale, ed al quale l’Accademia e tutti i presenti hanno inviato il proprio cordoglio. Ha moderato i lavori la giornalista Federica Morabito che, nella sua introduzione, ha chiesto ai relatori che al termine del convegno potesse scaturire la risposta ad una fondamentale domanda: in che modo Reggio Calabria può rinascere dal punto di vista culturale, turistico ed economico?

Dopo i saluti della Presidente del sodalizio Silvana Velonà ai rappresentanti istituzionali, Oliva ha spiegato il perché dell’importanza dei Bronzi: “Esistono solo cinque statue al mondo risalenti al V secolo a. C., e due di queste si trovano a Reggio Calabria, nella stessa stanza. Anzi, vi dirò di più, – sono state le parole di Oliva – a Reggio c’è la più ricca raccolta di bronzi del V secolo a.C. del mondo, perché, oltre alle due statue, abbiamo due teste bronzee, tra le quali spicca quella del cosiddetto filosofo, primo ritratto della storia dell’arte greca”. E’ stato, dunque, chiaro ai presenti il grande valore che custodiamo, rappresentato, certamente, da questi tesori che il mondo intero ci invidia ma quantificabile anche in termini di tradizione, di storia, di cultura.

Il dibattito sui bronzi è stato anche un’occasione per fare il punto sul turismo nella nostra città. Il sistema di accoglienza, l’organizzazione, le capacità ricettive e l’opportunità di creare rete. Quali sono le nostre reali potenzialità e quanto sfruttiamo i nostri punti di forza. Non poteva essere più esaustivo Vittorio Caminitiche con il supporto di efficaci immagini ha dipinto un quadro quanto mai realistico e, purtroppo, non rassicurante della nostra situazione. Dati alla mano, Caminiti ha fatto emergere le problematiche dalle quali Reggio è afflitta illustrando, sulla base di lunga e consolidata esperienza, quale potrebbe essere la strada giusta da imboccare, con la collaborazione di cittadini ed Istituzioni, per far decollare Reggio verso un futuro basato principalmente sul turismo.

Lo storico Francesco Arillota ha offerto uno spunto di riflessione analizzando la situazione con coscienza storica, sostenendo la necessità di un cambiamento che deve scaturire in primis dai reggini ed è riuscito ad infiammare il dibattito spinto dalla sua grande conoscenza storica e passione per la propria città.

Intermezzi musicali hanno, poi, catapultato i presenti in un’atmosfera magica, con brani di musica greca e grecanica, sapientemente interpretati da Marinella Rodà accompagnata dalla musica di Alessandro Calcaramo e Andrea Noce.

In conclusione è emerso chiaramente che è giunto il momento agire per la rinascita di Reggio attraverso lo sfruttamento delle sue innumerevoli ricchezze che però non può prescindere da un’attenta rimodulazione di comportamenti ed atteggiamenti da parte dei reggini, conditio sine qua non perché Reggio possa veramente trasformarsi e diventare una meta appetibile per i turisti, con un valore aggiunto che è rappresentato dall’ottimo clima.

Il messaggio finale del convegno è che il ritorno dei Bronzi all’interno del Museo non deve essere considerato un punto di arrivo, un traguardo, ma va visto come punto di partenza. Si deve cominciare a lavorare perché la nostra città possa avere il posto che le spetta tra le mete turistiche più importanti d’Italia e, ancor prima, perché torni ad essere la Reggio Bella e Gentile di un tempo.

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